Il caso Lercio: Intervista ad uno dei fondatori del sito

beppe-fiorello-lercioIl 3 Aprile l’associazione Tesla a Molfetta ha parlato di Satira e di censura Adelmo Monachese, che scrive sul sito web “Il Lercio”, Adelmo ha presentato il libro “Un Anno di Lercio, il 2014 come non l’avete mai letto” edito da Rizzoli.
Cos’è Lercio?
Lercio è il risultato di più pubblicazioni sul web, il sito fa eco a quel grande esempio di giornalismo che è leggo. Siamo una costola di Acido Lattico, la palestra di Satira di Luttazzi; dal progetto Acido Lattico nasce nel 2012 “Lercio, lo sporco che fa notizia” il primo sito di fictional news italiano.
Secondo te perché Lercio ha così tanto successo?

Ce lo chiediamo ancora, i numeri delle visualizzazioni sono ancora in aumento. La satira è sempre esistita e secondo me ci sarà sempre, ma mancava qualcosa che prendesse in giro il comportamento delle testate giornalistiche sul web, la loro deriva, il loro basarsi sulla necessità di acchiappare le visualizzazioni, notizie che non solo sembrano Lercio, ma superano Lercio!. Così la gente inizia a credere a tutto, c’è un avviso sul sito: “tutte le notizie di Lercio sono false, almeno finché non si avverino”, ma l’avviso non serve a niente, una persona ha diritto all’ignoranza ma quando entri nel dibattito, io ti prendo in giro, la satira fa questo, prende i giro potere e d ignoranza.Esistono commentatori distratti che usano le notizie per tirare acqua al loro mulino ideologica o per minacciarci per le nostre infamie, la cosa viene fatta specialmente da razzisti e vegani; sia chiaro: non ho niente contro i vegani, ho un amico vegano e lo innaffio ogni giorno.
Avete avuto anche minacce legali?
Si, ma solo minacce, come quella volta che uno di noi trovò una foto di una ditta di pullman chiamata Boldrini; ci mise sopra una notizia su pullman statali voluti dalla Boldrini in cui i clandestini facevano il giro d’Italia.
Dopo poco tempo ci chiamo il proprietario della catena di pullman, minacciandoci di denuncia se non avessimo tolto la foto, non capendo che per la sua azienda poteva essere tutta pubblicità.
Poi ci sono tutte le altre minacce, naturalmente per le persone si può ridere su tutto, tranne che su quella cosa per cui non si può ridere.
Dopo gli avvenimenti di Charlie Hebdo, la concezione della minaccia si è fatta più gravosa, per adesso tutt’e quaranta siamo vivi, è il vantaggio di avere una redazione virtuale.
Hai parlato di redazione, ognuno di voi ha una sua materia?
No, ma ognuno ha i suoi metodi, non avendo una classica redazione non ci sono poteri o diritti di veto, la nostra organizzazione è ispirata alla banda della magliana.
Ultimamente tutti noi stiamo tenendo d’occhio un altro sito: ah ma non è il Lercio, che riprende notizie dai giornali sul web, vedendolo stiamo cercando di alzare l’asticella del grottesco, ma non serve a niente.
Le persone assuefatte dalle testate web continuano a prendere le nostre notizie per vere, come quella volta che scrivemmo un articolo su Cracco e sul fatto che condisse l’agnello ancora vivo; lo stesso Cracco fu costretto ad una smentita ufficiale.
Altre volte sono le stesse testate che ci cascano, come quando il Mattino.it pubblicò la foto della vittima dell’Isis con la maglia del Napoli, foto fatta da noi.
Repubblica.it, dall’alto della loro saggezza rincarò la dose, dicendo che la maglietta era stata portata in quelle zone da una onlus, “Dribbla la povertà”, inventata sempre da noi in un altro articolo :”Ecco perché nei paesi del terzo mondo c’è sempre qualcuno con una maglia di calcio”. Poi arrivò Grillo che fece la lezione a Repubblica.it, ma noi gli ricordammo di quella volta condivise il nostro articolo :”Si sveglia dal coma dopo vent’anni e si stacca la spina”.
Questo esempio mostra come ci trattano i giornali reali, i giornalisti on-line devono essere veloci, per fare più velocemente figure di merda.
Il 2014 per voi è stato l’anno della consacrazione.
Si, abbiamo vinto il macchianera awards, gli oscar italiani del web con i premi per migliore battuta e miglior sito, battendola concorrenza del grande mantra del web: Giallozafferano.it. L’anno prossimo probabilmente saremo anche nella categoria web radio, perché da quest’anno tutti i venerdì abbiamo una rubrica, TgLercio, nel programma “StaiSerena” di Serena Dandini su Radio2.
E poi Rizzoli editore ci ha proposto di scrivere il libro, “Un anno di Lercio, il 2014 come non l’avete mai letto” con i nostri articolo più belli.
Secondo te in Italia la satira è in pericolo?
Spesso mi dicono che se la satira ha poco successo in Italia è colpa del pubblico, ma se in televisione al posto di Luttazzi metti Made in sud non è colpa del pubblico, le persone che hanno censurato Luttazzi non sono degli ignoranti, ma delle persone acculturatissime che hanno abusato del contesto per censurarlo.
Il contesto allora era quello del terrorismo, della seconda guerra del golfo, e della guerra in Afganistan; la gente in quei momenti non vuole riflettere con la satira, ma vuole solo ridere con la comicità; ma potrà tornare in auge in periodi più felici, non a caso la satira ai potenti in questo paese venne riproposta da personaggi come Vianello e Tognazzi negli anni del boom economico.

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Scrittore, giornalista, autore di poesie ed opere letterarie, seo specialist, informatico e web designer.

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