L’Italia fuori dall’Euro?

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Arriva da una gru installata nel Circo Massimo, nel cuore della città eterna, la proposta di Beppe Grillo, quella di indire un referendum per chiedere l’uscita dell’Italia dall’Euro. «Bisogna uscire dall’euro il prima possibile», ripete il leader M5S che ricorda: «Non siamo ancora andati in default ma già i capitali stanno lasciando l’Italia da settembre».

Ma l’auriga Grillo alla guida del carro pentastellato forse non sa che la sua proposta, urlata a gran voce, come è nel suo stile, è anticostituzionale. Dimentica, infatti, che esiste un articolo della Costituzione, l’articolo 75, secondo cuiNon è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.

Si ignora dunque un particolare non da poco e si propone ciò che è inammissibile  perché  incostituzionale. Ma dopotutto, cosa importa ad un reazionario come Grillo della Costituzione? La Costituzione che i nostri “padri” hanno eretto con il sudore e con il sangue. Non può importare un bel niente a chi ha in odio le procedure democratiche.

Ma ammettiamo che si possa agire in deroga ad un principio costituzionale, quali sarebbero i vantaggi e gli svantaggi di una eventuale uscita dell’Italia dall’ Euro? E’ vero che non si finirebbe nella catastrofe come paventano alcuni, ma è anche vero che non si risolverebbero i problemi attuali e che si avrebbero ripercussioni negative non di poco conto come accortamente prospettano i maggiori economisti.

Tra gli effetti negativi inevitabili vi sarebbero:

– alta inflazione, che limerebbe i salari nel caso questi non crescessero di pari passo;

– tassi d’interesse dei mutui ancora più alti, con conseguente difficoltà di accesso al credito da parte di famiglie e imprese;

– problemi con le importazioni, visto che tornando alla lira le materie prime ci costerebbero di più (si pensi soprattutto al greggio e al gas);

– possibile ostracismo ad opera di Francia e Germania, ma anche Stati Uniti.

Sono dunque molteplici le ragioni che indurrebbero chi ha del sale in zucca, chi è abituato a riflettere sulle questioni, a considerare del tutto inaccettabile una simile proposta, che non è altro che un ulteriore prova di quella demagogia becera che non porta e non porterà  mai a nulla di buono, ma solo a riempire un circo allo stesso modo di come facevano gli spettacoli di bighe.

 

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Nicola Antonio Pagliarulo

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