“Punto e a capo”: un romanzo a più voci sulla violenza contro le donne

rossini

Continua a fornire importanti spunti di riflessioni riguardo alla delicata tematica delle violenza contro le donne il libro dell’autrice barese Patrizia Rossini “Punto e a capo … in nome dell’amore” (ed. Gelsorosso), classificatosi al terzo posto al Premio Internazionale Mondolibro 2014 di Roma. 

Patrizia Rossini in questo libro racconta la storia di Nina dall’età di sei anni fino all’età matura. Nina è vittima di quella violenza che si consuma tra le mura domestiche, la violenza perpetrata da mariti, compagni, fidanzati, parenti. La famiglia lungi dall’essere il nido sicuro di pascoliana memoria è il microcosmo in cui si esercita la violenza da parte del padre-padrone, con la complicità silente della madre, contro l’essere più fragile e debole.

La storia di Nina è raccontata a più voci, è un storia che si ricostruisce attraverso la percezione che, nello scorrere degli anni, ne hanno varie persone a lei vicine. Significativo il fatto che queste persone  siano in prevalenza donne. Mentre sono poche e negativamente delineate le figure maschili del romanzo: un padre-padrone che rappresenta il male profondo, un fratello amorfo, complice inconsapevole della violenza.

Ma emerge anche la speranza nel romanzo della Rossini nella figura di Nicolò, l’uomo che riuscirà a conquistare il cuore di Nina che nonostante le ferite che porta nell’anima riesce a reagire e andare avanti,  un’opportunità  che a molte donne vittime di violenza non è data come testimoniano i numerosi e quasi giornalieri casi di cronaca legati al tema del femminicidio.

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Nicola Antonio Pagliarulo

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