Randagismo a Crotone: ecco qual è la situazione reale!

Cani-randagi

Vogliamo dare spazio come Redazione ad una lettera della Sig.ra Patrizia Taverniti. Come Direttore avverto il bisogno di dare spazio a persone meritevoli e che propongono soluzioni pratiche a problematiche che affliggono il nostro territorio. Mi auguro che i nostri lettori vogliano impiegare un minuto a leggere quanto scritto perchè lo reputo degno di nota.

Gentilissimo Direttore Michele Valente,

Penso sia giunto il momento di fare chiarezza sulla situazione del randagismo nella città di Crotone. Da circa 30 anni insieme a un gruppo di volontari soccorriamo, curiamo, sterilizziamo, stalliamo e facciamo adottare cani e gatti di tutta la provincia, a nostre spese e con l’aiuto di privati cittadini che ringraziamo di cuore. La legge regionale calabrese (281/91) in accordo con la legge nazionale vieta agli enti pubblici di stipulare convenzioni in materia prevenzione randagismo con imprenditori privati che gestiscono s.r.l. , s.p.a, etc… Obbligando i comuni alla costruzione di rifugi o al risanamento di strutture preesistenti da affidare esclusivamente a enti senza scopo di lucro che svolgono attività di protezione degli animali, infatti il comma 4 dell’art. 11, che prevedeva il ricorso, se pur temporaneo, a convenzioni con strutture private è stato ABROGATO.

Il motivo è ovvio: il randagismo non è un fenomeno esistente in natura e lo si può debellare con le sterilizzazioni, le adozioni, con il controllo sul territorio e con la “promozione di programmi di educazione ambientale volti a migliorare il rapporto uomo/animale” Infatti questo triste quanto incivile fenomeno è scomparso da anni in molti comuni di Italia. A Crotone invece si preferisce da sempre erogare milioni di euro a imprenditori privati, i quali cercheranno in qualsiasi modo di scongiurare che la loro materia prima, il randagismo, possa mai avere fine, perché finito il randagismo finito anche il business. Ma i fuorilegge siamo noi volontari per tre cucce di cemento e qualche cacca siamo diventati abusivisti edilizi e inquinatori ambientali. Il piccolo rifugio posto sotto sequestro da anni. (Ma a tutt’oggi nessuno ha inchiodato ENI né i disboscatori della Sila alle proprie responsabilità) Siamo d’accordo, la legge deve essere applicata, anche quando ci negano l’acqua. Ma la legge a Crotone ha due pesi e due misure e forse viene applicata a “convenienza” Tanto è vero che i turisti che arrivano nella nostra città si imbattono in cani legati agli alberi, cani chiusi sui balconi e lì dimenticati ad abbaiare disperatamente per intere giornate, cani usati come antifurto nei cantieri edili (per poi terminare la loro misera e triste vita scaricati in canile o per strada) cani e gatti abbandonati che vagano come fantasmi nell’indifferenza generale. Quegli stessi turisti che trascorreranno tutto il tempo destinato alla loro vacanza prima a cercare inutilmente aiuto presso gli enti pubblici e poi portandosi i cani e i gatti nei campeggi, nei villaggi, negli alberghi per curarli e salvarli. E per fortuna, la maggior parte di loro se li porta via adottandoli previa microchippatura . Di questo si può avere conferma presso i Medici Veterinari. Cittadini minacciati di denuncia, anche da chi indossa una divisa per aver sfamato cani e gatti randagi: su questo punto a fare definitivamente chiarezza ci pensa la legge 201/2010 che riconosce “l’importanza degli animali da compagnia per il contributo che essi forniscono alla qualità della vita e dunque costituiscono un valore per la società” E “i gatti e i cani liberi che vengono alimentati e che stazionano nelle aree condominiali non possono essere allontanati o catturati per nessun motivo” (legge che di fatto autorizza anche l’uso delle parti comuni come scale, ascensore, giardino e cortile condominiale) Sapete che cosa ha risposto un vigile urbano a una turista che aveva trovato un gattino in difficoltà? “Ma lo lasci per strada ne muoiono cosi tanti!” Una città dove non esiste il cimitero per gli animali né il gattile. E poi ci scandalizziamo se ci chiamano terroni. A tal proposito consiglierei a quei dipendenti comunali che dichiarano pubblicamente che “I cani dovrebbero morire tutti” di andarsi a guardare l’ultima pubblicità patrocinata dal nostro Governo, dove il maltrattamento degli animali è equiparato a quello dei bambini e io aggiungo che, per avere questi dipendenti comunali inneggiato al reato penale, dovrebbero essere licenziati in tronco.

L’ ennesimo post che sta facendo il giro del web ci descrive come dei trogloditi.

Di articoli e lettere ne ho scritte a decine e tutte terminavano sempre con una speranza di cambiamento, un afflato di positività. Questa volta no. Chiudo con la frase posta all’entrata del cimitero comunale per animali di Bologna, che recita così: “Terra, sii leggera su di loro, come loro lo sono stati su di te”

Ma Bologna è al nord.

La ringrazio per la sua attenzione e le porgo i miei più distinti saluti

Patrizia Taverniti

Scrittore, giornalista, autore di poesie ed opere letterarie, seo specialist, informatico e web designer.

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