Cala il sipario su Sanremo 2014. Bilancio? Non esaltante!

arisa vince sanremo 2014

E’ ormai tempo di bilanci e riflessioni per conduttori e manager: il Festival di Sanremo 2014 chiude con un forte calo di ascolti rispetto alle passate edizioni. Ma il calo a cosa sarà imputabile? Mille sono state le polemiche sulla giuria di qualità, per non parlare di quelle sul televoto, eppure l’organizzazione sdrammatizza asserendo di aver prodotto una kermesse densa non solo di ospiti italiani ed internazionali per celebrare l’evento più atteso di tutto l’anno e i 60 anni della Rai, ma anche musica di qualità…

Quale ulteriore giustificazione si potrebbe addurre per non ammettere un fallimento se vogliamo annunciato? Attaccare la Tv generalista, è ovvio. Ecco quanto asserito dal Direttore di rete Leone: “Nell’ambito di un sistema televisivo con canali generalisti e nuovi canali tematici è inevitabile che il numero dei telespettatori sia inferiore e si spalmi su più canali determinando ascolti inferiori ma, nonostante questo, il festival si è confermato un evento di rilievo, con una media di share del 39% durante la settimana e un 43% per la puntata finale”. E difficile credere di essere innanzi ad un evento di rilievo in presenza di simili numeri, ma tant’è…
La Classifica

Soprassedendo ai numeri deludenti dell’edizione, passiamo in rassegna i vincitori e la graduatoria del festival. Vincitrice del 64° Festival di Sanremo è Arisa. Secondi invece Raphael Gualazzi and The Bloodie Beetroots, seguiti al terzo posto da Renzo Rubino. La sorpresa più grande riguarda però il caso Renga, vincitore simbolico di Sanremo 2014, album più scaricato su iTunes in questi giorni, primo al televoto nella serata di giovedì e secondo nella finale, ma posizionatosi quarto nella classifica perché penalizzato dalla giuria di qualità. Seguono poi in ordine di classifica Noemi, Perturbazione, Cristiano de Andrè, Frankie Hi-Erg, Giusy Ferreri, Francesco Sarcina, Giuliano Palma, Antonella Ruggiero e Ron. É bene ricordare comunque che, nonostante le critiche al sistema di votazione, televoto e giuria di qualità hanno sostanzialmente coinciso nella scelta della vincitrice.

 

Parliamo di numeri…

 

  • Pif è stata la sorpresa, quasi il Jolly, di questa edizione con una media di oltre 6 milioni di telespettatori per la sua anteprima “Sanremo e San Romolo”.

  • Campione della serata finale per picco di ascolti: Crozza con 12 milioni e 738 mila

  • Picco di share del 62,4% durante la proclamazione della vincitrice ormai a tarda notte di sabato (01:08)

  • 45.000 gli utenti unici a puntata presenti e attivi su Twitter

  • 1 milione e 200 mila le conversazioni su Twitter durante tutto il festival al punto che ci si interroga se Twitter sia il futuro sostituto del televoto

  • La finale di Sanremo 2014 è stata vista dal 61% donne e 39% uomini

  • La media delle cinque serate di Sanremo è stata di 8 milioni 763 mila telespettatoricon una share del 39,3%

 

 

Le considerazioni: parlano Fazio e Littizzetto…

Fabio Fazio più volte, soprattutto durante la conferenza stampa di chiusura della kermesse,  si è detto grato a mamma Rai per l’esperienza esaltante (ripetuta per ben 4 volte, ben 4 di più rispetto a quante avrebbe realmente dovuto), per gli intensi momenti e per la scelta degli ospiti stranieri di straordinaria (?) qualità.

Un ringraziamento speciale è andato quindi a Ligabue e a Crozza al quale sentiva di dover restituire qualcosa. “Probabilmente – ricorda Fazio – l’errore è stato quello di ripartire da dove ero rimasto anziché azzerare quanto fatto. Credo che ci sia anche una frammentazione importante degli ascolti, come accade per tutti i media anche per gli eventi generalisti sarà importante abituarsi a un diverso esito delle cose. In un periodo di crisi dei mezzi tradizionali (continuando con mezze giustificazioni di fronte a numeri imbarazzanti) e dei media non è pensabile fare finta di nulla”. Relativamente agli ascolti inferiori continua Fazio “sarà mio interesse fare riflessioni, ma con la volontà dell’analisi e cercando di capire senza pregiudizi e aggressività (ma si sa le riflessioni arrivano sempre postume rispetto all’azione, ed in un periodo di crisi sia economica che valoriale certi atteggiamenti non sono proprio il massimo)”.

Smentita purtroppo la voce che anticipava una pausa di riflessione o una separazione fra Fazio e Littizzetto, la quale sente solamente il bisogno di una vacanza, di “avere il tempo di fare della benzina buona, andare all’estero e vedere cosa sta cambiando e succedendo”. Del resto, come contralta Fazio appoggiando la sua compagna di viaggio, “i grandi comici come Luciana si contano sulle dita di una mano e compaiono 2 volte all’anno, mentre lei si esibisce con 34 pezzi l’anno più il Festival di Sanremo. Luciana è un fenomeno della televisione senza precedenti”.

 

Il toto-presentatore per Sanremo 2015

E’ ormai risaputo che la prima domanda che tutti si pongono alla fine del festival è praticamente sempre la stessa: “Chi condurrà il prossimo anno?” (piuttosto che chiedersi come migliorare un evento di simile portata piuttosto che portarlo a chiudere con interventi di scarsa qualità). Ecco alcuni dei nomi papabili citati nella conferenza stampa di chiusura: Fiorello, Carlo Conti, Antonella Clerici e Flavio Insinna. Ma prima di tutto sarà Fabio Fazio a prendersi del tempo per riflettere su una eventuale e si spera non prossima edizione, con un progetto di qualità e idee più innovative. Secondo il Direttore Leone, dal punto di vista editoriale, il Festival è stato coerente con la decisione di pensare prima di tutto ai contenuti e poi agli ascolti, senza la ricerca di effetti speciali, di scandali e di false notizie. Questa sarà la linea editoriale anche delle future edizioni. Speriamo non solo dunque che si cambi linea editoriale ma anche che si torni baudescamente a portare su un palco del genere veri musicisti, artisti del calibro di Mia Martini, di Giorgia e di molti altri, rispetto a cantanti da talent show, inutili tritacarne mediatici che portano poi i giovani a soccombere sotto il peso reale del successo, mal digerito se preso di botto e senza gavetta alcuna.

 

Novità e riflessioni per Sanremo 2015

In conferenza stampa ci si interroga a questo punto sulla necessità di dare nuovo slancio al Festival di Sanremo (finalmente una domanda non solo legittima ma di primaria importanza): come dunque renderlo più giovane? Bastano davvero solo ospiti internazionali idoli delle ragazzine come One Direction o Justin Bieber? O piuttosto tornare a promuovere una massiccia presenza di musica sul palco e magari una maggiore presentazione scenica delle canzoni in gara (cosa per altro già efficace in altri format televisi come i Reality musicali)? Le soluzioni potrebbero essere molteplici e magari intrecciabili tra loro. Il punto? La volontà di dar nuova vita ad un malato ed anziano qual è appunto il festival. Un malato però, si badi bene, a cui tutti noi italiani dovremmo essere legati.

L’organizzazione del Festival non esclude una sorta di mini spettacolo nello spettacolo, una presentazione più narrativa dei pezzi in gara ma allo stesso tempo Fazio specifica di non aver voluto imporre nulla ai cantanti lasciando massima libertà di performance. Inoltre è importante considerare il rapporto fra Festival e social networks, Twitter in primis, che impone e imporrà sempre più un nuovo modo di fruire della televisione (vedesi il rapporto tra social e talent show). Più voci giornalistiche sottolineano poi la necessità di una giuria di qualità più preparata musicalmente, che “ci metta la faccia” e si prenda le proprie responsabilità, prospettando anche di cambiare all’ultimo momento i giurati per l’ultima votazione, evitando in questo modo influenze esterne.

Insomma si richiede innovazione nel mezzo, ritorno alla qualità del passato ma soprattutto la preparazione tecnica ed artistica che dovrebbe (sottolineiamo il condizionale) contraddistinguere giurati ed addetti ai lavori di manifestazioni così importanti e rappresentative.

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